sabato 21 gennaio 2012

Grazie alla Provincia i corsi d'acqua rosetani sono più sicuri.


Il coordinamento comunale del Popolo della Libertà di Roseto degli Abruzzi plaude l’operato della Provincia per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del torrente Borsacchio.
Questo intervento,anche alla luce dei fatti accaduti in occasione dell’ultima alluvione,va nella giusta direzione per garantire la sicurezza del territorio comunale. Allo stesso seguirà un secondo intervento ancor più consistente che comporterà una spesa complessiva di € 130.000, grazie alla giusta attenzione riservata dalla Giunta Catarra e in particolare dall’Assessore Romandini al territorio di Roseto degli Abruzzi.
Approviamo  l’operato del Comune, della Provincia e della Regione Abruzzo per gli interventi di messa in sicurezza dei corsi d’acqua del nostro territorio comunale che sono in corso d'opera e che procederanno con il primo intervento sul torrente Borsacchio,poi sul Fiume Tordino per difendere l’abitato di Cologna Spiaggia ed infine sul Fiume Vomano. I lavori in corso sul Borsacchio sono di primaria importanza per la sicurezza dei nostri concittadini a Roseto Nord: la pulizia del torrente,lasciato per troppo tempo abbandonato a sé stesso, è di fondamentale importanza per favorire il normale deflusso delle acque.
Il risultato raggiunto è frutto di una collaborazione efficace tra la Giunta Comunale e Provinciale,in particolare con il lavoro congiunto tra il Sindaco Pavone,l’Assessore LLPP Fornaciari per il Comune e l’Assessore LLPP Romandini e l’Assessore rosetano Ezio Vannucci per la Provincia.
Chiediamo agli amministratori comunali di continuare questo lavoro di raccordo con gli enti sovraordinati al  fine di realizzare gli interventi di cui necessita la città.

                                                                                           Ufficio stampa
                                                                                        "Popolo della Libertà"
                                                                                         Roseto degli Abruzzi            
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

martedì 3 gennaio 2012

Regione Abruzzo al 7° posto tra le regioni con la tassazione più bassa

Chiodi: nessuna tassa, ridotti ticket e accise su benzina


Non un solo euro di ulteriore tassazione è stato imposto ai cittadini abruzzesi, con la manovra finanziaria di Natale, ad eccezione di quelle disposte dal Governo centrale

L'Abruzzo, da regione "più tassata d'Italia nel 2008, si colloca al settimo posto delle regioni che hanno tasse più basse". Diminuiscono anche i ticket sanitari e l'accise sulla benzina.

Il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha illustrato stamattina alla presenza dell'assessore al Bilancio, Carlo Masci, e di numerosi consiglieri regionali, la manovra finanziaria approvata nell'ultima seduta di Consiglio, per il terzo anno consecutivo con il pareggio di bilancio, senza ricorrere a nuovo indebitamento. "Pareggio non scontato ? afferma il Presidente - atteso che nei 40 anni di regione ciò non è mai accaduto".

Il Presidente ha legato la buona performance dei conti alla "sana, oculata, etica gestione del bilancio. Non ho contratto nessun nuovo debito per conto degli abruzzesi - ha precisato Chiodi -inoltre la bassa fiscalità regionale aumenterà di certo la competitività del territorio sul fronte dell'attrazione di nuovi investimenti". Chiodi ha rivendicato come dato politico essenziale e discriminante, rispetto alle precedenti gestioni politiche, la capacità riformistica, fondamentale, per esempio, sul piano del contenimento dei costi della politica. Il riferimento è andato al taglio agli enti e ai consigli di amministrazione, alla "riforma epocale" della riduzione delle Asl, il taglio ai consorzi fidi, alle centinaia di Ipab, alle Comunità montane, ai vari carrozzoni per un ammontare di "circa duecento poltrone in meno a carico delle tasche dei cittadini".

Una decisione che, secondo Chiodi, rivela fino in fondo la "cultura amministrativa ispirata ai principi e ai valori di questa Giunta" è quella relativa alla norma che vieta la nomina politica per revisori dei conti, firmata dai consiglieri di Opposizione Acerbo e Saia oltre che dallo stesso Chiodi. "Con il Centro sinistra eravamo arrivati ad introdurre lo spoil system anche per i revisori dei conti. Una vergogna. Potevamo farlo anche noi, ma noi abbiamo voluto ridare dignità a funzioni e ruoli garanti della correttezza dei conti. Bisogna avere il coraggio di guardare le cose con onestà e di ammettere che questo è un Abruzzo irriconoscibile, e per questo non capisco chi ci accusa di un deficit di riformismo. Vorrei che mi si citasse un solo Governo regionale che in così poco tempo ed in un condizioni generali così compromesse abbia deciso riforme tanto epocali come la soppressione di Arssa, Aptr, Fira servizi ed altro".

Il Presidente ha quindi proceduto con la elencazione delle ulteriori novità introdotte in Finanziaria. Accanto al non inasprimento della fiscalità ma, anzi, alla diminuzione dell'accise sulla benzina e dei ticket sanitari, Chiodi ha ricordato la riforma dei trasporti con l'unificazione delle aziende e l'abbassamento dei costi di gestione. Sul fronte sanità, per il secondo anno consecutivo, si riafferma il pareggio di bilancio e all'Opposizione Il Presidente dice: "Non esistono 40 milioni di buco". Sempre per restare in tema sanitario, Chiodi ha citato la norma a sostegno dei nefropatici per il rimborso mensile per le dialisi domiciliari, cui si aggiunge quella che dà la possibilità ai cittadini degenti di avere assistenza in corsia da familiari e non, anche per le comunicazioni delicate e sensibili. Riferendosi poi alla disputa sulla paternità degli emendamenti, il Presidente ha affermato che gli "emendamenti passano solo se c'è una maggioranza che li accoglie e li vota, e questa Maggioranza è di Centro destra".

Poi Chiodi ha stigmatizzato con forza "certe pratiche che sottoponevano alla magnanimità del politico di turno il sostegno a strutture eroganti addirittura livelli essenziali si assistenza. "Una forma di dipendenza che abbiamo evitato, tra gli altri, alla casa di cura Madre Ester, al Piccolo principe, al San Tommaso, all'Anfass di sant'Atto, al Cireneo". Sul piano della organizzazione regionale, il presidente Chiodi ha ricordato che nella manovra è stata inserita la norma che trasforma i dipendenti Arssa in dipendente regionali. "Inizia un percorso di ristrutturazione del sistema organizzativo e noi puntiamo ad un aumento della produttività e al contenimento delle dinamiche di crescita dei costi del personale".

Nel 2012 prende l'avvio anche il cosiddetto ciclo delle performance. "Vogliamo incentivare chi lavora e disincentivare chi non dà il massimo. Non è possibile l'uguaglianza a scapito del merito. La disuguaglianza, cioè distinguere sulla base del'intensità dell'impegno, non è tabù". Di fatto il personale dirigente è stato ridotto del 30 per cento, passando da 120 a 81. Sui Fondi europei, Chiodi ha smentito tutte le voce "allarmate che vorrebbero un Abruzzo fanalino di coda sul piano della spesa delle risorse comunitarie". Per quanto riguarda il Fers è stato raggiunto il "30 per cento in più dell'obbiettivo che fa escludere il disimpegno automatico dei fondi". Identico discorso per il Fondo sociale con "un'ottima performance" mentre addirittura l'Abruzzo è la prima regione in Italia per la spesa dei fondi comunitari destinati all'Agricoltura. "Ottimo l'obiettivo di spesa" per l'Ipa, dove l'Abruzzo è anche è autorità di gestione. Quindi i Fas.

"Siano stati l'unica regione ad averli avuti per intero pur essendo stata l'ultima a presentarli", ha puntualizzato Chiodi. "La disponibilità di cassa, come è noto, non dipende dall'Abruzzo ma dallo Stato. Mi auguro che non si interrompa il processo di spesa". Fondi a pioggia alla cultura. "Lasciatemi togliere qualche sassolino dalle scarpe. Magari avessimo avuto 7 milioni di euro per la Cultura! Purtroppo si è trattato solo di un ordine del giorno, di un impegno politico a fare quando se ne presenterà l'opportunità. Nel concreto ci siamo limitati a rifinanziare leggi regionali a sostegno delle principali iniziative, quindi non abbiamo erogato nessun contributo a pioggia. Alle imprese che hanno lamentato lo spostamento di risorse dal Fondo unico per le attività produttive, il Presidente ha evidenziato che "non certo per mia volontà, lo Stato dal 2011 ha annullato il Fondo. Monti lo va spiegando: non è più periodo di finanziare lo sviluppo attraverso la spesa pubblica perchè di somme non ce ne sono più"
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 fonte: cityservices.it

venerdì 9 dicembre 2011

Inaugurazione sede PDL Giulianova venerdì 9 dicembre 2011 ore 19,00


Questa sera siete tutti invitati all'inaugurazione della sede del Popolo della Libertà di Giulianova.
L'inaugurazione si terrà alle ore 19,00 c/o Piazza Roma, 12 (stazione FFSS) a Giulianova lido.

Interverranno:

Paolo Vasanella, Coordinaore PDL Giulianova

Matteo Di Michele, Coordinatore Giovane Italia Giulianova

Pierfrancesco Manisco, Presidente Giovane Italia Giulianova

Giandonato Morra, Vice Coordinatore Provinciale PDL

Paolo Tancredi, Coordinatore Provinciale PDL

Gianni Chiodi, Presindente Regione Abruzzo


Seguirà cena natalizia presso il Ristorante "Bellavista", via Mantello 6/A - Giulianova paese (€25 CAD.)

sabato 29 ottobre 2011

Bene la Provincia per i lavori di messa in sicurezza sulla SP19 tra Roseto e Montepagano



                                                                                                                                                                                                                                                      
 
Roseto degli Abruzzi,lì 28/10/2011                                                                                                                                               
OGGETTO : COMUNICATO STAMPA

Il “Popolo della Libertà” di Roseto degli Abruzzi si dice soddisfatto dei lavori effettuati nei giorni scorsi, dalla Provincia di Teramo, per il ripristino di alcuni tratti della SP 19 che collega Montepagano a Roseto.La strada in alcuni punti si presentava ormai impraticabile e pericolosa nel primo tratto partendo da Roseto,dopo la curva nei pressi del presidio della Asl a causa di alcune radici di pino marittimo che avevano sollevato del tutto l’asfalto, e in località “Piana Grande” era soggetta a continui smottamenti e frane.Ottimo il lavoro svolto,che non si è limitato al semplice rifacimento del manto ma la strada è stata rafforzata e consolidata nei punti in questione,sono stati eliminati cumuli di terreno in eccesso e infine pulite e ripristinate le cunette, fondamentali in caso di pioggia per lo scorrimento delle acque ai lati della carreggiata al fine di favorire la sicurezza del traffico veicolare ed evitare danneggiamenti della strada medesima.Il problema, segnalato qualche tempo fa dalla Giunta Pavone, ha trovato risoluzione in tempo breve e rappresenta, insieme all’importante iniziativa del “Patto dei Sindaci” che ha portato Euro 200.000 per l’efficientamento energetico nelle scuole della città e ad altre iniziative in cantiere, un segmento importante di una strategia di collaborazione con la Giunta Catarra.Si ringraziano per l’impegno profuso nella realizzazione di questi lavori l’Assessore ai Lavori Pubblici Elicio Romandini e il nostro concittadino Ezio Vannucci che pur nelle difficoltà economiche della Provincia continuano a caratterizzare la loro azione amministrativa con competenza e concretezza.


Ufficio StampaPopolo della LibertàRoseto degli Abruzzi

venerdì 14 ottobre 2011

giovedì 22 settembre 2011

SE CON L’ANTIPOLITICA MUORE LA “DEMOCRAZIA”

di Luca De Netto*



Esiste un unico filo rosso che lega lo sdegno contro i c.d. costi della politica, la crisi economica, le posizioni antigovernative delle opposizioni, le richieste di abolire diversi enti, le indagini politicizzate di certa magistratura militante, le sirene delle privatizzazioni.
Esso colpisce al cuore la politica, dipinta, nell’immaginario collettivo, come una sorta di comitato di incoscienti, privilegiati, intoccabili, inquisiti.
Un’atmosfera del genere gli italiani l’hanno già respirata nel 1992, con l’aprirsi di Tangentopoli ed il crollo, conseguente, della Prima Repubblica.
Anche allora, la magistratura da un lato, e la speculazione finanziaria internazionale dall’altro, fecero fronte comune per cancellare un’intera classe dirigente  e fare spazio a qualcos’altro.
Il progetto, come sappiamo, fu fermato dagli italiani, che si riconobbero nelle nuove formazioni del centrodestra che, allora, rappresentavano il cambiamento ed una generazione nuova, spesso composta da giovani, che si prestava al servizio della cosa pubblica.
Ma oggi, le cose stanno diversamente: è fuor di dubbio che tutte le forze politiche attuali non riescano più a creare, se non entusiasmo, almeno un minimo di fiducia nell’elettorato, sempre più propenso ad astenersi o peggio a rincorrere le chimere dell’antipolitica.
La stampa, che fa opinione, non può – proprio come nel ’92 - che andare giù, contro questi privilegiati incapaci, e chiedere interventi per abolire enti e centri decisionali piccoli.
A ragione Marcello de Angelis, direttore del Secolo d’Italia, indica nell’abolizione del sistema democratico parlamentare la conseguenza possibile di questa escalation, di cui l’antiberlusconismo rappresenta un tassello importante. Come dire che per una sorta di legge del contrappasso, più si attacca in questa fase Berlusconi ed il Governo, più la democrazia è a rischio, perché oggi soltanto l’Esecutivo sarebbe rimasto l’unico presidio in grado di tutelare quella poca sovranità rimasta al nostro Paese.
Ora, sia chiaro che il pensiero conservatore, a cui la destra dovrebbe riferirsi nonostante spesso abbia preferito utilizzare aggettivi meno impegnativi e più edulcorati – quale ad esempio quello di moderato - , non è mai stato un grande sostenitore della democrazia parlamentare.
Anzi, molto spesso esso si è posto criticamente nei confronti di un sistema politico che dovrebbe essere soltanto uno degli assetti possibili, e non invece un valore intoccabile.
Del resto, è sempre stata questa la linea del pensiero “occidentale”, che, sin dai primi filosofi greci, ha delineato come valori la libertà ed il bene comune, lasciando alla libera discussione e sperimentazione le diverse forme di governo in grado di realizzare e tutelare quei valori.
Ecco che quindi la scomparsa del parlamentarismo, se dovesse mai realizzarsi, non dovrebbe creare drammi in sé, perché quello che va difeso, a spada tratta e con tutta la forza possibile, è la partecipazione popolare, la conduzione della cosa pubblica su decisione del Popolo sovrano.
Fin dall’antica Roma, è infatti il Popolo il detentore dell’imperium, che, a seconda dei casi, viene esercitato o direttamente, o concesso ai Consoli, al Rex, al Princeps.
Ed è chiaro che la partecipazione popolare si realizza solo se si recupera la Politica, se si torna a parlare di temi e di contenuti, se finalmente si riesce a selezionare una classe dirigente per meriti e competenze, se chi amministra realizza davvero il bene comune.
L’antipolitica, cioè, si sconfigge con la Politica autentica, spiegando alla gente che cioè fa schifo -  quando lo fa, e spesso lo fa -  non è la Politica, ma semmai determinati politici che inseguono solo il proprio tornaconto.
E va ribadito che scagliarsi contro una casta di incapaci, non può affatto bastare, se non si prende in mano la situazione partecipando alla cosa pubblica direttamente, per mezzo di comitati, associazioni, circoli, movimenti, partiti.
Comprendendo, tutti, quando è il momento di fare opposizione, e quando, invece, l'interesse nazionale chiede che un Governo, sia esso di destra, di centro o di sinistra, sia sostenuto almeno il giusto per porre un argine agli attacchi speculativi o per affrontare gravi emergenze.
Altrimenti, fatti fuori i politici, e con essi il parlamentarismo democratico, eliminati gli enti ancora controllabili e vicini al cittadino, privatizzati i beni dello Stato, e lasciato ogni potere decisionale alla finanza, alla magistratura, alla stampa, termina anche la libertà, che coincide, come insegnava Gaber, con la partecipazione.
Ed allora, ci ritroveremmo, di fatto, ad essere cittadini di uno Stato commissariato dalla banche, dalle procure, o dai giornali, senza che il popolo sovrano possa più incidere e dire nulla.
Salvo l’avvento di un dictator rei gerendae causa o peggio ad un dictator rei publicae constituendae causa, come accadeva a Roma in situazioni di emergenza e di destabilizzazione completa.
Con il rischio che, non essendoci più i cogenti vincoli del diritto romano (secondo il quale compiuta l’opera di rinnovamento della Res Publica, il Dictator riaffidava il potere alle magistrature ordinarie o si ritirava a vita privata), si rivedano i macabri gesti di Piazzale Loreto.
Vale la pena correre il rischio? Vale la pena gettare via il bambino e l’acqua sporca, ossia la Politica insieme ai politici? Meglio, quindi, partecipare, discutere, dibattere. Per il bene della libertà e per il diritto-dovere del Popolo di condurre i destini della Patria.

Dirigente Provinciale PDL Brindisi